lunedì 14 giugno 2010

quale verità delle stragi di Stato?

Dopo la denuncia di Pietro Grasso,dopo l'appello di Walter Veltroni,ora anche Carlo Azeglio Ciampi, Capo del Governo all'epoca delle stragi del 1993, chiede all'attuale Presidente del Consiglio di rompere il muro del silenzio, di chiarire in Parlamento cosa accade tra lo Stato e la mafia in uno dei passaggi più oscuri della nostra Repubblica.Si è fatta strada la convinzione che attorno alla morte di Falcone e Borsellino si sviluppò il più grande tentativo della mafia di colpire lo Stato e di intimidirlo. Pietro Grasso ipotizza in quelle tragiche giornate la manifestazione di un patto fra Cosa Nostra e alcune entità politiche che si stavano affacciando sulla scena della vita pubblica e che si sarebbero candidate a guidare il Paese, dopo averlo terrorizzato con gli attentati mafiosi.Risorgere dalla macerie di mani pulite per conservare l'esistente.Alla comparsa di Forza Italia nel 1994 la mafia interrompe la strategia stragista.E' solo una causalità?
Resta il fatto che il clima politico che si respira oggi, sembra pericolasamente rievocare quello del 1992-93, perciò l'ex Capo dello Stato, a ragione, in nome di quella verità troppo a lungo negata sia sacrosanto svelarla a tutti i cittadini per ridare quel potere, troppo a lungo mistificato, di giudicare con consapevolezza i propri amministratori, come in un vero regime democratico. 29/05/2010 facebook
Che qualche cittadino di buona volontà ancora di fede democratica sia interessato a cercare di trovare un bandolo o ipotesi di quanto è successo allora e di quello che ne è conseguito sia una necessità e se poi questo succede ad alcuni protagonisti della politica di allora sia anche un dovere.Certamente quelle stragi sono state precedute da una amminitrazione della cosa pubblica disennata e spregiudicata culminata con un debito pubblico da mozza fiato.
 

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